giovedì 12 gennaio 2012

Su Rende “piove” fango «A chi diamo fastidio?»

Il sindaco Cavalcanti convoca i suoi: «Non lasciateci da soli»


Di Luigi Maria Chiappetta su Calabria ora del 21/01/2012


O superficialità o invidia.
Due sono le opzioni che mette sul piatto il primo cittadino di Rende Vittorio Cavalcanti.
Due possibili giustificazioni agli attacchi, mediatici e non, subìti negli ultimi mesi dall’amministrazione comunale d’oltre Campagnano.
O meglio, da tutta la città, visto che la presunta “macchina del fango” non sta risparmiando niente e nessuno. Dunque serviva una risposta forte, decisa, concreta.
Anzi, un’ «azione di difesa contro le vergognose contumelie», come l’ha apostrofata il sindaco stesso.
Il quale, evidentemente, non ha ritenuto sufficiente che se ne discutesse nella sola aula del consiglio comunale. Ma che ha pensato fosse necessario qualcosa in più per mettere al corrente tutti che «Rende non si tocca».
E niente di meglio ci poteva essere di una conferenza stampa ad hoc per fare chiarezza sui fatti e tutelare l’immagine della città.
Lanciando appelli al mondo della politica e non solo.
Ieri mattina, all’indomani del documento liquidato dall’Assise con la sola astensione del Pdl, Cavalcanti era lì, nella sede municipale di via Rossini, attorniato dalla sua giunta al completo.
E dagli amici: primo fra tutti Sandro Principe, accomodato in primissima fila.
Più un “ospite d’onore”, proveniente dagli ambienti di piazza XV Marzo, che sedeva al fianco sinistro del primo cittadino: vale a dire Franco Iacucci, sindaco di Aiello Calabro, a fare le veci del presidente della Provincia Mario Oliverio.
L’incontro di ieri, in ogni caso, non è stato che la prima tappa di una «lunga battaglia», come ha sottolineato l’erede di Bernaudo, che ha esordito con un «come vedete non ho nessuna coppola in testa».
Una battaglia, la sua, tesa a dimostrare che Rende è sì un’anomalia, ma in senso assolutamente positivo: «La nostra città è un esempio per tutti - ha più volte ripetuto il sindaco - e forse il problema è proprio questo.
Chi ci getta fango addosso non ha visto l’Unical, contrada Lecco e tutti gli altri nostri fiori all’occhiello.
Per non parlare del livello di democrazia che in tanti anni è stato faticosamente raggiunto, cosa che probabilmente a qualcuno non fa piacere».
Niente nomi, però.
Ma va da sè che gran parte dei riferimenti siano tutti per quella trasmissione televisiva locale che, negli ultimi tempi, ha puntato i riflettori sulle presunte “magagne” rendesi tra politica e malaffare.
Per quanto non sia certo l’unico dettaglio a dare filo da torcere alla compagine amministrativa: infatti, Cavalcanti tende a sminuire il peso della trasmissione incriminata («stiamo parlando di una cosa che non ha a che fare col vero giornalismo») lasciando intendere, piuttosto, come questa sia stata una delle gocce che
hanno fatto traboccare il vaso, insieme agli strascichi delle recenti vicende giudiziarie degli ex amministratori Bernaudo e Ruffolo.
Il messaggio finale, appoggiato anche da Principe, è tutto per i politici, Pd in testa: «Rende non deve essere lasciata sola, trovo giusto che ci sia una solidarietà più ampia».
E qui il primo cittadino non si trattiene, ammettendo la «difficoltà d’espressione del Pd locale», con la speranza che «vengano definiti meglio gli assetti e si punti alle grandi sinergie».
Nell’annunciare che, laddove risulti possibile, si procederà per vie legali, l’ultimo passaggio - targato tutto Sandro Principe - è su industriali e costruttori che operano in città: «Anche loro devono essere coinvolti e farsi sentire», dal momento che quanto detto in tv li tocca da vicino.
Vedremo.
In attesa della prossima tappa.

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