martedì 7 febbraio 2012

«Il Piano casa? È devastante»

Servizi di Saverio Paletta su Calabria Ora del 7/2/2012

L’allarme del gruppo: si torna alla vecchia edilizia selvaggia

Altra conferenza stampa, altra polemica.
Ieri è toccato al Piano casa 2, passato ai raggi x dal poker di consiglieri regionali cosentini del Pd durante l’ormai consueta conferenza stampa all’hotel San Francesco di
Rende, chéz Sandro Principe.
Che, come sempre, ha fatto gli onori di casa.
Con lui, sono intervenuti Mario Maiolo, Carlo Guccione e Mario Franchino.
Molti i profili critici evidenziati dai quatto consiglieri.
Innanzitutto quello politico, evidenziato da Principe: «Noi abbiamo fatto una battaglia per limitare i danni che la
maggioranza vuole provocare al territorio», ha esordito il capogruppo democrat.
Una battaglia, la loro, condotta a suon di emendamenti per correggere quella che, secondo i quattro, è una liberalizzazione selvaggia dell’edilizia camuffata da deroga.
«In questo modo - ha proseguito Principe - si rischia di tornare all’edilizia senza regole degli anni ’60 e ’70,
quando i Comuni facevano quel che volevano».
Due i pericoli: «Il nostro territorio», ha incalzato Principe, «è costituito in larga misura da piccoli Comuni che si barcamenano tra molte difficoltà e sono preda facile della speculazione».
Da ciò «il rischio di sventrare i nostri centri storici, che sono la vera ricchezza della nostra regione, e di mettere a dura prova la gracilità idrogeologica del nostro territorio».
Dalla politica all’ambiente, si è visto, il passo è breve.
Già, perché l’aumento della volumetria consentito sugli immobili residenziali sarebbe eccessivo: il 20% in più. Mentre, per la riconversione delle aree industriali, sarebbe consentito trasformare in residenziale il 50% delle strutture preesistenti.
Con un esito potenziale dai risvolti inquietanti: «In tal modo si offrirebbe la scorciatoria per il riciclaggio dei capitali sporchi - ha specificato Mario Maiolo - soprattutto stando a quanto abbiamo appreso dal presidente nazionale dell’Ance in commissione Antimafia: oggi per costruire basta registrare una srl alla Camera di Commercio.
Le possibilità lasciate dal Piano casa ai malintenzionati sono davvero troppe».
Sempre a proposito di commissioni e dietrologie, è stato abbastanza tosto l’intervento di Mario Franchino:
«Noi abbiamo discusso il Piano casa 2 nella quarta commissione regionale (Ambiente e assetto del territorio)
assieme alla legge urbanistica regionale. A un certo punto abbiamo smesso di discutere della legge urbanistica e abbiamo proseguito col Piano casa».
Il quale, ha ribadito Principe, «è una legge urbanistica. Approvarlo significa svuotare la legge generale».
Per Carlo Guccione «altri sarebbero stati gli interventi da approvare. Ad esempio il piano per l’edilizia popolare, che sta subendo troppi rinvii a causa del centrodestra. A che serve allora il Piano casa?».
Tanto più, ha proseguito Guccione, «che il primo Piano casa, approvato ad agosto 2010 è arrivato a scadenza senza trovare applicazione».
Ma qual è l’alternativa? E, soprattutto, in cosa consistono gli emendamenti rifiutati? «Noi avevamo proposto il
limite di 1.000 metri cubi per l’aumento del 20% di volumetria», ha spiegato Principe.
A rifiuto avvenuto «non resta che promuovere un ricorso davanti alla Consulta, com’è avvenuto per il Piano casa della Sardegna e rivolgerci all’Anci».
Forse è poco come rimedio e potrebbe essere troppo tardi.

«Uccideranno il centro storico»


Il Pd contro il Piano casa: «Servirà solo agli speculatori immobiliari»


Dietrologi? Forse.
Allarmisti, quasi di sicuro.
Ma i quattro consiglieri cosentini di palazzo Campanella hanno voluto ribadire due cose, ieri mattina, nel denunciare il piano casa 2 approvato dal consiglio regionale.
Innanzitutto che, come ha spiegato Sandro Principe «noi non facciamo un’opposizione pregiudiziale ed ideologica» e, in secondo luogo, che, ha proseguito il capogruppo, «noi denunciamo dopo aver provato ad
emendare».
Inutilmente, va da sé.
Oltre Principe, nella consueta location dell’hotel San Francesco di Rende, c’erano Mario Maiolo, Carlo Guccione e Mario Franchino.
Ma cos’ha di tanto sbagliato il piano casa 2? «Liberalizza eccessivamente la possibilità di operare modifiche sugli immobili: concede ai privati di aumentare del 20% la volumetria degli immobili, senza controlli o vincoli», come ad esempio «il tetto di 1.000 metri cubi che avevamo proposto nel nostro emendamento», ha proseguito Principe.
Con un rischio enorme: «La discrezionalità concessa ai comuni è enorme. Si pensi a quel che potrebbe accadere ai nostri centri storici, che sono oggetto di molti interventi da parte dei privati. Per tacere dei rischi dovuti alla gracilità del territorio».
La vicenda dei mancati emendamenti merita un approfondimento a sé.
Fatto da Mario Franchino: «Abbiamo discusso il piano casa nella Quarta commissione (Ambiente e territorio, ndr) assieme alla legge urbanistica regionale. A un certo punto, la legge è “sparita” ed è rimasto il piano».
Un piano che, ha ripreso Principe «È una legge urbanistica vera e propria che rischia di rendere inutile quella vera». Ben altre sarebbero state, secondo Carlo Guccione, le esigenze immobiliari: «Per colpa del centrodestra l’edilizia sociale è bloccata dal 2010».
Quell’edilizia di cui si dovrebbe occupare l’assessorato dei Lavori pubblici, «che invece ha sostenuto il piano casa 2 dopo che è fallito il primo».
Mario Maiolo ha sollevato il problema della legalità: «Il rischio, con una deregolamentazione così spinta, è di incentivare gli speculatori. Si pensi alle possibilità di riciclare capitali sporchi offerte in tal modo ai malintenzionati».
Sempre Principe ha segnalato un ulteriore pericolo: «Il potere dato ai comuni è troppo: di questo passo si
tornerà agli anni ‘60 e ‘70. Come allora, i nostri enti locali saranno lasciati da soli a vedersela con gli speculatori che, nei casi dei comuni più piccoli, hanno un gioco troppo facile».
I rimedi? «Noi stimoleremo il governo ad impugnare il piano casa 2 davanti alla Consulta com’è già avvenuto per il piano della Sardegna e poi ci rivolgeremo all’Anci perché sia di stimolo ai sindaci, che potrebbero rivelarsi un baluardo della democrazia sul nostro territorio».
Già: un territorio «che ha subito troppo nelle sue bellezze, come i centri storici e le coste, che hanno subito un vero e proprio massacro e ora potrebbero subirne un altro».
Ma ricorrere all’Anci potrebbe essere un’arma spuntata.
Come accade quando alla politica resta solo la buona volontà.

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