venerdì 28 settembre 2012

Il sindaco dichiara guerra alle prostitute da marciapiede

Dall'articolo su Calabria ora del 28/09/2012 di Stefania Sapienza, di nome ma non certo di fatto, si evince come abbiamo a che fare con l'ennesimo sindaco "sceriffo", questa volta Franco Tonnara il sindaco di Amantea, che vuole usare i metodi restrittivi e punitivi tanto cari al Pdl che ha inaugurato la stagione con il ddl Carfagna scritto con i piedi e a frange ultracattoliche quali l'istituto Papa Giovanni XIII.
Purtroppo non sono tutti sindaci illuminati come Luigi De Magistris, con la sua idea di un quartiere ad hoc, naturalmente ostacolato dalla più crassa ignoranza o del sindaco di Ravenna con la stessa idea.
L'articolo della Sapienza poi è un corollario incredibile di banalità: definisce i clienti spendaccioni e sporcaccioni con quale metro di misura non si sa, forse solo in base ai suoi luoghi comuni


Stop al “sesso a pagamento”. Da oggi, insomma, “famolo gratis”.
Il sindaco di Amantea, Franco Tonnara, ha deciso di dichiarare guerra alle prostitute da marciapiede, ma anche ai loro affezionati clienti, spendaccioni e sporcaccioni. Attraverso l’ordinanza contingibile e urgente numero 160 del 26 settembre scorso, il primo cittadino ha infatti gettato le basi per tentare di mettere la parola fine all’attività di “meretricio” nel territorio del suo Comune, ormai divenuto famoso o, meglio, famigerato, anche nella confinante provincia di Catanzaro. La prostituzione, infatti, «pur essendo attività di per sé non proibita dalla legge, costituisce grave disagio per i cittadini, un forte segnale di degrado sociale nonché un pregiudizio per la vocazione turistica», spiega Tonnara.
Amantea, tra l’altro, ci perde la faccia. Ma v’è dell’altro. Il primo cittadino è infatti convinto che «tali fenomeni possono impedire e/o rendere difficoltosa la libera fruizione di strade e spazi pubblici», visto che è ormai dato acclarato e documentato che «in varie parti del territorio comunale si verificano problematiche legate al fenomeno della prostituzione» le quali «possono dar luogo sia a fatti criminosi quali lo sfruttamento, sia a comportamenti lesivi del pubblico decoro».
Il sindaco, in poche parole, ordina agli automobilisti, per il periodo che va «dall’1 ottobre 2012 e fino al 31 dicembre 2012» (come dire: dal 1° gennaio scatenatevi tutti!), che «transitano sulla pubblica via e su tutte
le aree soggette a pubblico passaggio del territorio comunale», di stare attenti a quei «soggetti in atteggiamento particolare e con abbigliamento scollacciato atti ad attirare l’attenzione dei conducenti e che appaiono dediti all’offerta di prestazioni sessuali a pagamento». A costoro, in particolare, il sindaco ordina di «evitare brusche frenate o rallentare improvvisamente», ma anche di «non eseguire manovre di accostamento e/o fermata anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni». Gli stessi comportamenti sono vietati anche quando i “clienti” delle affascinanti (si fa per dire) “squillo” fanno scendere queste ultime dai loro mezzi, dopo aver ricevuto momenti di intenso piacere… pagato a caro prezzo.
Ma ce n’è anche per le prostitute, le quali non possono «assumere atteggiamenti, modalità comportamentali né indossare abbigliamenti tali da offendere la pubblica decenza che manifestino inequivocabilmente l’intendimento di offrire prestazioni sessuali a pagamento».

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