lunedì 21 novembre 2011

«Purtroppo in Calabria non abbiamo un Monti...»

Intervista a Principe su Consiglio e futuro del Pd

Di Antonio Cantisani su Calabria ora del 20/11/2011

Il “vulnus” del consiglio regionale. Il capogruppo del Pd Sandro Principe torna sui lavori dell’ultima seduta di palazzo Campanella e contesta l’atteggiamento del presidente della Giunta Scopelliti e della maggioranza di centrodestra.
Onorevole Principe, l’altro ieri è andato di scena l’Aventino dell’opposizione: è un fatto molto significativo che l’opposizione abbia lasciato l’aula.
«Nessun Aventino, soltanto l’invito da parte nostra a rispettare le regole del corretto funzionamento delle istituzioni e della democrazia. Regole completamente disattese, ed è grave che sia successo su un tema così delicato come la sanità. Prima di iniziare i lavori si era convenuto su un’introduzione del presidente Scopelliti contenuta nei tempi per consentire un dibattito ampio, poi l’introduzione è durata molto di più. Il dibattito è iniziato con l’intervento di Loiero, quindi con quello di Mirabelli, che però ha parlato in un’aula che si svuota-
va e in mezzo a un chiacchiericcio fastidioso. Noi come opposizione siamo pronti a contribuire con
proposte e progetti, ma vorrei capire come si può assolvere a questo compito se non si può nemmeno parlare».
È stato questo il caso?
«Indubbiamente. Non si può ridurre il ruolo del Consiglio a puro sfogatoio. Quello che è accaduto venerdì è purtroppo una consuetudine da parte del presidente Scopelliti e del centrodestra. Un dibattito in Consiglio è un confronto di idee e di temi, ma come si può fare un dibattito se nessuno ascolta? Da parte della maggioranza c’è stata un’evidente mancanza di rispetto istituzionale. E poi un’altra considerazione me la deve concedere».
Prego...
«Ho notato in questi giorni che il neopresidente del Consiglio Monti, sia al Senato che alla Camera, non si è mosso un attimo dal suo posto seguendo tutti gli interventi. Un garbo istituzionale straordinario. Da noi invece Scopelliti lascia l’aula...».
Insomma,  un’occasione sprecata, visto che si parlava del tema dei temi, la sanità?
«Secondo lei, se fossimo rimasti in aula a parlare alle sedie cosa sarebbe cambiato? Sarebbe finita
che sarebbe stato approvato un documento della maggioranza che avrebbe detto che Scopelliti è perfetto e che ha risolto tutti i problemi della sanità. È serietà questa?».
Il presidente Scopelliti e la maggioranza tuttavia sostengono che la vostra decisione di lasciare l’aula è nata in realtà dal fatto che non avevate argomenti per replicare, visti numeri citati dallo stesso governatore sulla sanità...
«Scopelliti può dire quello che vuole, ma la verità è che venerdì c’è stata una grave mancanza di rispetto. Nel merito, poi, mi sembra che la sanità stia affogando in un mare di problemi, a Cosenza è allo sbando e lo stesso avviene negli altri territori. Questi sono i fatti, altro che numeri e cifre... E poi oggi la sanità è gestita a colpi di decreti, senza alcun dialogo con nessuno. Poiché questa è la cultura che Scopelliti e il centrodestra prediligono a scapito del dialogo, a questa cultura non ci vogliamo stare. Noi vogliamo parlare dei tanti problemi che assillano i calabresi – e che questa Giunta sta aggravando – e di proposte concrete».
Un’ultima, quasi doverosa domanda: il Pd in Calabria. Siete in attesa di Roma, attesa però finora delusa...
«Come gruppo alla Regione abbiamo trovato una forte unità e stiamo conducendo iniziative in tutti i territori e battaglie in Consiglio, battaglie spesso solitarie. È chiaro che tutto questo lavoro di opposizione diverrebbe ancora più incisivo se si inserisse in un contesto politico in cui c’è un partito che fa la sua parte primaria. Il Pd nazionale in questi giorni convulsi si è concentrato sulla crisi di governo dimostrando grande sensibilità e capacità: ora speriamo che in tempi brevi si occupi della Calabria».

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